| Contenuto | Paolo scrive a nome di una comunità di «giovani lavoratori e studenti, che stanno insieme da tre anni cercando di vivere cristianamente (pur essendo credenti e non credenti) in comunità e testimoniando nella nostra città le nostre idee. Attraverso la lotta con gli operai nelle fabbriche; nella scuola contro le classi differenziali; in campo culturale con iniziative varie per giovani operai e studenti, cineforum; nella Chiesa ove sosteniamo la necessità di una fede liberante e incarnata nella vita di tutti gli uomini, a fianco soprattutto degli oppressi in ogni campo». Alla comunità si è aggiunto un operaio 22enne, diagnosticato oligofrenico per delle lesioni cerebrali risalenti alla vita prenatale; la vita comunitaria ha cambiato notevolmente il suo comportamento. Scrivono perché desiderano fare di più per lui rifuggendo da terapie di elettroshock e sedativi. Domandano se in Piemonte possano trovare qualcuno che possa supportarli. |