| Contenuto | Racconta di essere stato trasferito dal carcere di Treviso a quello di Ancona dopo la rottura del "collettivo". Lamenta che la situazione politica italiana, con particolare riguardo alla sinistra extraparlamentare, impedisce che si sviluppino nelle carceri (e per le carceri, e per le istituzioni chiuse più estesamente) forme di intervento e di lotta rivoluzionaria necessarie a sostenere un discorso 'alternativo'. Aggiunge di aver letto, benché in forma incompleta, gli atti dell'VIII Convegno nazionale dei Comitati di azione e giustizia dello scorso giugno, per gentile concessione del vice-direttore del penitenziario; si risolve nel valutare che, per dirla con le parole di FB, "non vi è nessuna volontà di mettere l'istituzione al servizio dell'uomo e non viceversa". |