| Contenuto | Lunga riflessione su processi e metodi di interdisciplinarietà all'interno dei percorsi formativi, segnatamente di progettazione architettonica: «[…] neppure i più avanzati studi di progettazione architettonica (secondo la cultura tradizionale) soddisfano più quei giovani che hanno avuto modo di leggere e pensare un po'; essi capiscono così l'assurdità di parlare di interdisciplinarietà, quando le discipline restano incompenetrabili poiché rinchiuse nella loro logica interna; per cui avviene (vedi Halles di Parigi) che si progetti un pezzo di città sotterranea, per la quale i due accoliti lavorano "gomito a gomito": l'uno, l'architetto, smuove tonnellate di terra, crea "felici equilibri", poderose strutture; l'altro, lo psicologo, "iatrogenizza" gli androidi che si sono lasciati rinchiudere lì sotto, in modo da mantenerli inseriti in un processo di produzione». |